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Settore cybersecurity: nel 2021 saranno 3,5 milioni le posizioni non coperte!

posizioni non coperte settore cybersecurity

Quello della cybersecurity è un territorio vasto, che si ramifica di anno in anno diventando sempre più complesso.
Avrete notato che negli ultimi anni se ne parla molto e in termini diversi rispetto al passato.
Non si tratta più di qualcosa “in più” ma di qualcosa di strettamente necessario per il benessere di un’azienda.
Ora, dato che le aziende cominciano a capire la sua importanza, è chiaro che nel mondo del lavoro cambierà qualcosa in termine di professionisti di “cybersecurity”.

 

Cosa vuol dire?

Vuol dire che le nuove generazioni devono cominciare a tenere in considerazione una carriera nel settore sicurezza informatica, perché il nostro paese ne avrà seriamente bisogno.
D’altronde l’arrivo del GDPR ha portato non poche novità per aziende ed enti: la normativa costringe le aziende a curare nei minimi dettagli la sicurezza dei dati, senza se e senza ma.
Per questo, dovendo tenere costantemente sotto controllo la sicurezza dei dati, non ci si potrà più accontentare di fare il minimo indispensabile per essere a norma.
È uno sforzo che porterà sicuramente all’assunzione di personale dedicato strettamente alla sicurezza informatica.

 

Quanto personale servirà?

Secondo una ricerca di Wyser, le posizioni non coperte nell’ambito sicurezza informatica arriveranno a 3,5 milioni nel 2021.
Una cifra straordinaria che porterà ad una inevitabile crisi data dalla carenza di personale specializzato.

 

Una strada lunga e tortuosa

Si tratta proprio di un percorso ancora lungo, quello che tocca alla sicurezza informatica.
La necessità di maggiore controllo (per il numero sempre maggiore di minacce informatiche, anche molto gravi) e di più esperti è in contrasto con le poche figure dedite, la scarsa cultura e probabilmente anche un sistema scolastico e universitario che non spinge in questa direzione.
Se il mondo del lavoro richiede determinate specializzazioni è importante che la scuola offra agli studenti la possibilità di intraprendere quel tipo di carriera.

 

La cultura cambierà?

Siamo portati a pensare che sì, qualcosa cambierà.
Si tratta di cambiamenti obbligati come abbiamo detto; il GDPR sta costringendo le aziende a modificare il tipo di approccio ai dati (e in generale il tipo di organizzazione interna tutta), questo inevitabilmente porta con sé il discorso sulla sicurezza informatica, che raramente prima si affrontava.

 

Il problema…

Il problema risiede sempre nel fatto che le persone parlano ancora troppo poco dell’importanza della cybersecurity al giorno d’oggi, preferendo investire in altre risorse.
Probabilmente quando fioccheranno le prime multe sulla base del GDPR le aziende cominceranno a prendere più seriamente i rischi che corrono a sottovalutare questo settore.

 

Conclusioni

In Italia deve ancora pienamente svilupparsi una cultura della cybersecurity. Che sia all’interno delle aziende, nella cultura generale o all’interno del sistema scolastico.
È una grave mancanza che porterà conseguenze anche nel mercato del lavoro, a meno che non si decida di cominciare a discutere da subito di sicurezza informatica e di che misure adottare.

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