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Ricerca Smartphone: quanto li usiamo e quanto spesso li ricompriamo

quanto spesso cambiamo cellulari

Lo smartphone è diventato negli ultimi anni parte integrante della vita quotidiana di milioni di persone in tutto il mondo. Ci comunichiamo, scattiamo le foto, cerchiamo il ristorante dove mangiare o semplicemente ci informiamo.

Ma quanto tempo passiamo davanti agli schermi dei nostri dispositivi?

Prova a dircelo un recente studio di Counterpoint Research: quasi il 50% dei 3500 utenti intervistati in tutti i continenti utilizza lo smartphone per almeno 5 ore al giorno. Il 26% del campione supera le 7 ore di utilizzo medio giornaliero.

Numeri importanti se pensiamo che al netto delle ore dedicate al sonno, almeno una persona su quattro trascorre poco meno della metà della giornata utilizzando i dispositivi mobile di ultima generazione. Dallo studio di Counterpoint emergono altri dati interessanti: il 21% degli intervistati passa dalle 5 alle 7 ore ogni giorno davanti allo smartphone. Il 29% dalle 3 alle 5 ore. Il 20% da un’ora a tre ore e il 4% meno di un’ora.

I consumatori più assidui sono localizzati in quei Paesi emergenti che hanno a disposizione meno mezzi tecnologici e sono portati a utilizzare lo smartphone al posto dei computer. Gli intervistati che passano più tempo davanti agli schermi portatili arrivano dalla Malesia, con più del 55% dei malesi passa almeno 5 ore al giorno con il device. Al lato opposto della forbice di utilizzo ci sono i giapponesi con il 43% del campione della ricerca che ha dichiarato di spendere meno di 3 ore al giorno sul proprio dispositivo.

 

Quali sono le attività più gettonate?

Secondo l’indagine sono due le attività giornaliere più in voga in tutte le nazioni: la navigazione internet e il gioco, rispettivamente al 64% e al 62%. Seguono la consultazione delle mail al 56% e i servizi di messaggistica al 54%. Un trend ben compreso da alcuni dei principali operatori di gaming che hanno deciso di investire sullo sviluppo di app per aumentare i propri bacini d’utenza riproponendo i classici titoli da pc in versione mobile. Colossi dell’intrattenimento come Ubisoft hanno lanciato negli ultimi anni titoli come Far Cry, Splinter Cell e Assassin’s Creed per iOS e Android, oppure come EA Sports che ripropone giochi di successo come FIFA, The Sims e NBA Live da giocare in mobilità.

Titoli più avanzati e curati che attirano quotidianamente sempre più utenti e che grazie al miglioramento delle prestazioni dei dispositivi mobile garantiscono esperienze di gioco che non hanno nulla da invidiare a quelle più tradizionali. Una strada scelta anche da nomi come PokerStars, tradizionalmente legata al poker sportivo e ai casinò games che ha deciso di lanciare sul mercato una suite di applicazioni di gioco per Android, iPhone e iPad a cui si affiancano app come TV e Clock.

 

In calo anche il ciclo medio di vita dello smartphone a livello globale

I dati di Counterpoint Research parlano di un ricambio medio di 21 mesi. Due le ragioni alla base della riduzione: la crescita di brand cinesi che lanciano sul mercato prodotti con caratteristiche di alto livello a prezzi abbordabili e il sempre maggiore utilizzo di dispositivi rigenerati e di seconda mano. In questi ambito i consumatori dei mercati emergenti si dimostrano “più aggressivi” rispetto a quelli delle economie più consolidate. Sono i messicani quelli che cambiano device più in fretta (19 mesi in media), al contrario dei giapponesi che optano per il ricambio ogni 26 mesi.

La spesa annua per i nuovi smartphone supera i 370 miliardi di dollari, con arabi e cinesi tra i più propensi a investire più di 400 euro per un nuovo device (seguiti da australiani e tedeschi).

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