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Israele si afferma come leading nation nel settore cyber security

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Non dovrebbe stupire nessuno.

Israele si piazza sempre tra i primi posti in materia informatica.

 

Ma contestualizziamo la notizia:

Nel 2017 l’ambito cyber security è finalmente uscito dalla lista nera degli argomenti di cui non discutere (se non strettamente nel settore IT) perché troppo noioso, costoso o difficile da comprendere.

È stato necessario iniziare il discorso. Il perché è semplice: i nodi sono arrivati al pettine.

L’anno appena concluso è stato segnato dai ransomware, i cyber attacchi che chiedono un riscatto in cambio dei dati sottratti. La quantità smisurata di minacce informatiche ha fatto in modo che le persone cominciassero a capire la gravità della situazione.

Semplicemente: non possiamo evitare l’argomento.

E quando si parla di cyber sicurezza, il paese che è sempre in pole position è sicuramente Israele.

Se nelle testate internazionali ritroviamo il nome del paese per motivi politici, è importante sottolineare anche il contributo tecnologico di questo piccolo ma rilevante paese.

Secondo Forbes Magazine, Israele è una vera e propria forza nel campo informatico e della cyber security.

Grazie a più di 300 start up dedicate alla sicurezza informatica e alle tante aziende produttrici di software, Israele crea spesso partnership con altri paesi per diffondere le sue conoscenze in materia.

Ma perché un paese relativamente piccolo è così tecnologicamente all’avanguardia?

 

I motivi, secondo Forbes, sono diversi:

  1. Il governo è coordinatore. Avendo creato un ecosistema di collaborazione tra esercito, aziende, università e governo gestito proprio da quest’ultimo, la lotta procede a passo veloce rispetto ad altre nazioni.
  2. Israele punta sulla ricerca e sull’innovazione come pochi altri paesi fanno, destinando fondi interni ed esteri nel settore.
  3. Le startup hanno il sostegno del governo per nascere e crescere.
  4. L’esercito è altamente preparato in materia, sottolineando il valore profondo che la cyber security ha nelle politiche di difesa del paese e rendendolo “incubatore” di futuri esperti.
  5. L’investimento nel capitale umano, risorsa essenziale. Israele crea opportunità, soprattutto per i giovani, per specializzarsi.
  6. Un diverso modo di guardare alla cyber security, preventivamente ed in maniera interdisciplinare. Se si vuole avere successo nella lotta al cyber crimine, è necessario comprendere quali ambiti sono coinvolti. Piano legale, psicologico, sociologico, economico ecc.

Il denaro investito da aziende estere in Israele nel 2017 si aggira intorno a 1,3 miliardi di dollari. Una cifra realmente ragguardevole e sicuramente ben investita.

Abbiamo già parlato del progetto inglese-israeliano per combattere il cyber crimine nel Regno Unito, dopo lo scandalo Wannacry, ma questa collaborazione non rimane l’unica nel suo genere.

Molte aziende internazionali stanno cercando collaborazioni con Tel Aviv o, addirittura, si spingono fino ad acquistare queste promettenti start-up.

 

Conclusioni

Parlare di cyber security è estremamente complicato, soprattutto in un paese come l’Italia. Abbiamo bisogno di una spinta in più per affrontare le tante minacce che ogni giorno colpiscono le nostre aziende ed i nostri enti.

Qualcosa, nel campo della cyber sicurezza, lo possiamo imparare dall’esempio di Israele.

Puntare su un maggiore impegno da parte del governo, sul finanziamento alla ricerca e su un approccio interdisciplinare in ambito cyber security.

Ecco i primi, importantissimi, step da effettuare.

 

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